Sei nella rubrica: Dolore neuropatico

Il dolore cronico ed il diritto di chi soffre

(da Italiasalute.it -Indipendent Health Site - del 15/Ottobre/2006) 

Un dolore costante che impedisce di dormire.  Per anni. Un’alterata sensibilità di alcune parti del corpo che  impedisce addirittura di infilarsi gli abiti. Formicolii, fitte come  colpi di coltello. Questi sono solo alcuni dei possibili sintomi che  caratterizzano ogni singolo giorno della vita delle persone colpite  da dolore cronico, portandole spesso fino alla depressione grave.
Per rivendicare il diritto ad una migliore qualità della vita di  questi malati, che da una preoccupante ricerca europea sul dolore  cronico, risultano essere circa il 19% degli  individui (in Italia il 26%, per circa 12milioni di persone),  centinaia di clinici ed esperti del dolore hanno sottoscritto il  Manifesto di Venezia per i diritti dei paziente con dolore cronico.

Un aspetto particolarmente importante è la componente neuropatica del  dolore cronico provocata da danni al da danni al sistema nervoso, che é molto  rilevante e incide sulla generale insoddisfazione degli intervistati  per le cure ricevute, spesso giudicate inadeguate o inefficaci. Qualunque sia la causa del dolore neuropatico, il mancato  riconoscimento della patologia è quasi la regola e la ricerca della  cura adatta si prolunga in media per 7-8 anni.

Un dolore intenso, continuo e non associato a una malattia terminale  ha pesanti impatti in termini di costi sociali e, soprattutto,  sull’attività lavorativa, sulla vita affettiva, sulle relazioni  familiari e amicali e più in generale sull’intera qualità della vita.  In ambito terapeutico l’incertezza ha un peso accertato anche in  farmacoeconomia: alcuni studi dimostrano che prescrivendo subito i  farmaci adatti (come gli antiepilettici, che nel caso del dolore  neuropatico hanno un’indicazione specifica) si potrebbe realizzare un  considerevole risparmio.

Il Manifesto di Venezia esorta le Istituzioni a:
- riconoscere il dolore cronico come malattia sociale;
- rendere disponibili e rimborsabili tutte le categorie di farmaci per il trattamento del dolore;
- destinare fondi per la ricerca nel settore,
- promuovere appropriati programmi di formazione;

La più recente ed estesa indagine epidemiologica europea su 46.394  adulti documenta che il dolore cronico costituisce un grave problema  clinico e sociale. Il 19% degli intervistati  aveva sofferto di dolore per oltre sei mesi nel corso dell’ultimo  anno e, nel 34% di questi, il dolore raggiungeva i livelli più  elevati di intensità. Il dolore comportava: depressione nel 21% dei  casi,  riduzione della capacità lavorativa nel 61% e perdita del  lavoro nel 19%.

Questi dati europei, di per sé preoccupanti, lo diventano ancora di  più nella realtà italiana, perché dallo stesso studio emerge che nel  nostro Paese la percentuale di persone con dolore cronico raggiunge  il 26%, un livello superato solo da Polonia (27%) e Norvegia (30%).  Le dimensioni e la gravità del problema provano che il dolore cronico  è di per sè una malattia di notevole impatto sociale.

Il dolore cronico è dovuto: nel 20 % dei casi a traumi, nel 25 % dei  casi a dolore della colonna vertebrale (ernia del disco,  cervicobrachialgia e lombosciatalgia)   e nel 45 % dei casi ad  artrosi degenerativa o artrite. Esiste, inoltre, il consistente  problema del dolore cronico correlato al cancro, che è presente nel  50% - 90% dei malati lungo l’intero corso della malattia tumorale. Nella maggior parte di queste condizioni la causa principale del  dolore è un danno del sistema nervoso, definito dolore neuropatico.

Nell’indagine epidemiologica europea, gli intervistati lamentavano  generale insoddisfazione per le cure ricevute: oltre la metà era  stata curata con farmaci antinfiammatori, non adeguati per  trattamenti prolungati ed inefficaci nel dolore neuropatico. Questi  dati, che riflettono la nostra esperienza quotidiana, sono  clinicamente ed eticamente inaccettabili. L’inappropriatezza delle cure, oltre che essere causa di insuccesso  terapeutico, comporta un aggravio della spesa sanitaria per l’uso  improprio delle risorse e per il controllo delle complicanze.  Esistono, al contrario, farmaci e procedure indicati per il  trattamento del dolore cronico e neuropatico. In generale, si  evidenzia una grave lacuna culturale riguardo al problema del dolore  cronico.

Articolo pubblicato il: 15/10/2006

Autore: redazione


 
 
•  Il dolore cronico ed il diritto di chi soffre

• Sezioni regionali Valle d'Aosta
Piemonte
Toscana
Lazio
Calabria
• Comunicati stampa Comunicati stampa 2009
Comunicati stampa 2010
• Segnala il tuo caso Casi segnalati
• Come chiedere assistenza Per posta
Per telefono
Per e-mail
• La Mission della LICD Il dolore inutile
Il controllo del dolore è un diritto
I Comunicati stampa
Abbiamo scritto a ...
• La Nota 4 dell'AIFA Aboliamo la Nota 4
Per i pazienti
Per i medici
Documenti utili
• Dolore Italia I numeri della sofferenza
All'Italia la maglia nera
Dolore neuropatico
• La stampa Le interviste
Un manifesto sul dolore
Articoli sul tema dolore
XII Congresso WSPC
• I Progetti Campagna Nazionale 2007
Attività culturali
• Materiale promozionale Cartoline
• Come aiutarci Diventa Socio
Destina il 5 per mille
Con una donazione
Con un lascito
Con il volontariato
Con il tuo sito Web
Con i biglietti di Natale
Con i Gadget
Sei un 'Azienda?
Copyright 2005- 2007 - Lega Italiana contro il Dolore ONLUS - P.IVA 97675300012 - credits -